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COMUNICARE E' UNA BELLA IMPRESA
ADV Giugno 06
Torino futura
Innovazione e creatività uguale eccellenza
Di Fabrizio Bellavista e Laura Podda

Torino è la punta di diamante dell'innovazione e laboratorio di un'Italia che dovrà coniugare un grande sforzo progettuale a una nuova visione della creatività, più attenta alle proprie dinamiche e ai ritorni che genera. Verso una società dell'eccellenza, per un sistema di comunicazione citizen oriented atta ad attirare le menti più creative.

INTERVISTATI
Roberto Amarotto
Presidente e Direttore Marketing e Servizio Clienti di Creativa

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L'utente spesso si lamenta perchè non si danno garanzie
di ritorno ai suoi investimenti in comunicazione... cosa ne pensa?

R.A.
Le condizioni non favorevoli, determinate da un mercato nazionale ed europeo stagnante se non in calo, unite alla concorrenza globale dei paesi emergenti hanno rallentato gli investimenti delle aziende italiane, in particolare nel settore della comunicazione. Sono saltati i piani strategici pluriennali a favore di continui interventi tattici, il più delle volte legati alla disponibilità transitoria di copertura finanziaria, piuttosto che alla reale esigenza di raggiungere l'obiettivo del momento. Noi imprese di comunicazione dobbiamo quindi operare, nella stragrande maggioranza dei casi, attraverso micro campagne mirate ma non sempre inserite correttamente e funzionalmente in un piano organico complessivo. In queste condizioni penso sia evidente l'impossibilità per noi di garantire un ROI adeguato, frutto di una ponderata strategia condivisa con il cliente. Un esempio pratico vissuto sulla nostra esperienza ci porta a dire che nel giro di 5/6 anni i clienti che a ottobre-novembre definiscono il piano marketing per l'anno successivo sono scesi dal 70% all'attuale 20%. Inoltre le caratteristiche generali del piano stesso cinque anni fa venivano confermate per l'80-85% al termine dell'anno successivo, mentre oggi il parametro è talmente ridotto (circa il 25-30%), da rendere quel piano più un "elenco della spesa" che il management deve stilare per dovere burocratico, che un reale orientamento per guidare le azioni di marketing.


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Gli italiani, conosciuti come un popolo di 'creativi', hanno perso moltissimo terreno in questi anni: siamo creativi ma non riusciamo poi a mettere in pratica questa nostra capacità... cosa ne pensa?

R.A.
Il contesto indicato nella precedente risposta, il passaggio cioè dalla pianificazione strategica alla progettazione tattica, sicuramente contribuisce a condizionare clienti e creativi. In particolare agisce sul "coraggio" del cliente, che tende a non rischiare la resa del suo investimento, condizionandolo a scegliere la proposta sicuramente corretta e informativa, ma forse senza quello scatto creativo tipico delle proposte innovative. D'altra parte i creativi devono sforzarsi di coniugare l'aspetto emozionale con l'informazione sul prodotto o servizio, per rispondere a un fruitore sempre più consapevole e preparato e a un cliente che non può concedersi il lusso di rischiare.


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La sfida di una 'città dell'eccellenza' per battersi nella competizione mondiale, è creare attrattive affinchè le menti (e le aziende) creative desiderino lavorarci. Quali sono, secondo lei, le attrattive più efficaci che una città può offrire?
 
R.A.
Le linee guida della grande trasformazione di Torino da città industriale auto-dipendente, a città lanciata verso l'economia della conoscenza, sono note e sicuramente condivisibili. La nuova patente di città d'arte e turistica, la cultura, l'enogastronomia, le nuove tecnologie e l'innovazione, la ricerca e i servizi alle imprese sono i principali canali del cambiamento epocale della nostra città e al contempo le attrattive "eccellenti" offerte a vecchi e nuovi soggetti produttivi. In tutta questa positiva anche se tardiva rivoluzione, il comparto della comunicazione può svolgere un doppio ruolo significativo: verso le imprese tradizionali presenti sul nostro territorio, per accompagnarle nelle fasi di modernizzazione e di trasformazione con piani di marketing strategici e con campagne di comunicazione tese a dare nuovi significati ai prodotti e servizi, in grado di competere al meglio sul mercato locale ma anche globale e verso le imprese innovative, per farle crescere valorizzandone eccellenze e tratti distintivi.
Tornando alle attrattive che la nostra città può offrire a menti e aziende creative, penso che potrebbe figurare anche un progetto che veda l'incontro diretto tra il mondo della comunicazione e le imprese, promosso e favorito dagli enti pubblici attraverso finanziamenti mirati, listini convenzionati e trasparenti, coordinamento della promozione all'estero, censimento della qualità professionale.


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